Insonnia ed ansia ai tempi del Coronavirus

Il 40% degli italiani ha perso il sonno e la comunicazione distorta di  questo periodo indica un malessere generalizzato.

Ci sta, ma si può fare qualcosa anche in momenti come questi.

Buongiorno e ben ritrovati, cari lettori del nostro Blog. Dedico questo post non solo a tutti voi, ma anche all’hashtag della Direttrice della rivista “CoachMag Magazine” Natascia Pane: #onorailCoaching.

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Onorare il coaching come pratica veloce, efficace verso l’efficienza e l’abbondanza; eccovi quindi 2, tra esercizi e tool, molto semplici, che sono di aiuto in questo momento particolare.

Quello che vi propongo l’ho scelto in base ad alcune considerazioni sia scientifiche, sia di risultati ottenuti nei webinar e sessioni on line in questi giorni.

Si stima che l’attuale situazione abbia aumentato del 40% le difficoltà nel prendere sonno e riposare in modo adeguato nella popolazione, Condividi il Tweet

con tutte le conseguenze che ne derivano.

Ciò è assolutamente normale per chi non ha una centratura adeguata: le informazioni allarmanti e di pericolo vanno ad attivare il nostro sistema simpatico collegato alla nostra intelligenza rettiliana per cui allerta, fuga e attacco, con grande dispendio di energia nervosa. Teniamo presente che, mentre ci attiviamo molto velocemente per azioni “reattive”, il ritornare in una situazione di equilibrio ci costa anche più del doppio del tempo passato in allerta. Inoltre, continui stimoli di questo genere portano un elevato livello di ansia, a volte paura, aumentando il tempo di recupero. La pratica, che chiamerò SONNO RIGENERANTE, è indicata anche per chi desidera migliorare la qualità del sonno in generale ed avere un recupero massimo dal dormire.

LINGUAGGIO RIGENERANTE. Conosciamo benissimo il detto “Ne uccide più la lingua della spada” o, se vogliamo rifarci a riferimenti di Vangeli, anche “Non è quello che entra nella bocca che avvelena l’uomo, ma quello che ne esce” (Matteo, se ricordo bene). Benissimo. Queste frasi anticipano le spiegazioni del funzionamento neurologico e ci dicono che esistono parole che attivano connessioni neurali “magiche” o “dannate”, sia che l’ascoltatore voglia o meno ascoltare. Tutti noi inconsapevolmente attuiamo la cosiddetta “disseminazione Ericksoniana”, per cui il ripetere medesime parole aumenta il focus involontario del ricevente su tutto quanto analogicamente correlato ad esse, ivi compresi comportamenti ed attivazioni neurobiologiche. Non si tratta di arrivare a “induzioni ben accette” (termine di ipnosi), che si ottiene in stato ipnotico, quanto più parlare considerando le parole come “Vettori” che veicolano significati aggregati (Vd. Dirac) e che abbiano larga possibilità di essere accettabili per il “ricevente”. Ma tutto ciò lo risolviamo con un tool semplicissimo. 😊

I TOOL

 LINGUAGGIO RIGENERANTE

Ci dividiamo tutti tra ottimisti, pessimisti e realisti (ma lo è veramente chi lo dice? 😉) tuttavia anche evitando di considerare casi eclatanti, spesso nel nostro parlare abbiamo espressioni che indicano un sottotesto o possono dare il via ad associazioni poco felici.

Espressioni linguistiche come: periodo di incertezza, ne usciremo, bisogna stare attenti, è pericoloso, si deve stare a casa, non si sa come andrà finire, i problemi saranno dopo, ecc. implicano dei significati che possono divenire bloccanti. Condividi il Tweet

COME ESEGUIRE CORRETTAMENTE L’ESERCIZIO: Prendete un foglio possibilmente A4, giratelo orizzontalmente, dividetelo in 4 colonne e seguite le indicazioni dello schema.

METAMODELLAMENTO LINGUISTICO

Se ci pensiamo un attimo abbiamo tutti delle percezioni non completamente positive, a volte bloccanti o poco proattive. Questo semplice schema di “metamodellamento linguistico” ci permette di riformulare e parlare diversamente delle situazioni ed arrivare a una “misdirection” positiva. Ho utilizzato questo esercizio in diversi webinar ed è stato apprezzato anche da valenti professionisti per la semplicità e l’effetto di “leggerezza” ottenuto dopo averlo svolto.

Le frasi possono essere quante volete. Fate l’esercizio per ogni frase, emozione o situazione considerata negativa e se qualcuno ha degli insight che vuole approfondire, difficoltà, o desidera un supporto con una mini coaching, non ha che da contattarmi.

 

SONNO RIGENERANTE

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Questo tool unisce alcune semplici tecniche utilizzate singolarmente: il respiro, la percezione del corpo e la cancellazione dei pensieri con il conteggio. Può essere eseguito prima di addormentarsi ed anche in qualsiasi momento della giornata nel quale ci possiamo dedicare almeno 10’. Se si esegue a letto ci porterà naturalmente in un sonno profondo e rigeneratore; se fatto durante il giorno riprenderemo con più centratura qualsiasi cosa stessimo facendo.

FASE ZERO: darsi delle indicazioni dicendosi mentalmente:

  • A LETTO: “Eseguo l’esercizio e via via passerò da una situazione di profondo relax a un sonno rigenerante”
  • DURANTE IL GIORNO: “Eseguo l’esercizio e mi risveglierò ritemprato e centrato tra una decina di minuti”

FASE UNO: portare attenzione al respiro e respirare regolarmente. Indicativamente 5” inspirando e 5” espirando.

FASE DUE: mentre si tiene l’attenzione al respiro, e probabilmente avete già una diversa percezione di voi, portate l’attenzione al nostro corpo nella sua totalità.

FASE TRE: CONTEGGIARE MENTALMENTE “uno” inspirando e “due” espirando. Il conteggio deve seguire la respirazione regolare. Qualora dicendo MENTALMENTE uno e due non si riempia lo spazio del respiro, si può ripetere più volte. Es. inspirando: uno,uno,uno,uno,uno… – espirando due, due, due, due, due… A prescindere da quello che vi passa nella mente, ora concentratevi su respiro e conteggio.

Continuate a far attenzione al respiro, al corpo e a contare, fino a quando la mente è piena solo dei numeri che contate. Se il pensiero divaga, ritorna sul respiro e sul conteggio. Mediamente dopo 5’ la mente si svuota, il battito cardiaco rallenta e si riattiva il sistema parasimpatico e comunque un riequilibrio generale.

FASE QUATTRO: quando nella mente è presente solo il conteggio e si percepisce una sensazione diffusa di relax, si passa volontariamente a conteggiare il solo numero uno in espirazione. Il respiro sarà già naturalmente più profondo e regolare.

  • Se sei a letto, con l’induzione che ti sei dato all’inizio passerai ad un sonno piacevole e rigenerante.
  • Se è durante il giorno dopo un poco ti “risveglierai” ritemprato.
  • Ripeti gli esercizi, sia quello linguistico sia quello del sonno ed acquisiria una maggiore abilità di gestione di entrambi gli stati.

 

Buon tutto, anime eternaute e a presto.

Alfredo Maria Molgora
Trainer Coach IpnoCounselor

PS: per i Coach professionisti: il primo esercizio è un TOOL che permette al vostro Coachee di riformulare una frase poco felice e di trovare altri insight o scopi o obiettivi sui quali lavorare successivamente. In modo molto veloce ed efficace. 

Per chi usa l’ipnosi da professionista: il secondo TOOL, adeguatamente condotto, è una validissima pre-induzione dopo la quale si può continuare come meglio si vuole sia con l’ipnosi linguistica che con passi magnetici silenziosi.

Questi ed altri tool vengono insegnati nei nostri corsi.
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