kaizen

UPskill e REskill in un mondo V.U.C.A.

“Solo UPskill e REskill in un mondo V.U.C.A. ti salvano!

Essere propositivi, proattivi, flessibili, continuare a migliorarsi e adattarsi sono le migliori risposte possibili in contesti altamente variabili”. In altre parole, solo se pensi ad UPskill e REskill in un mondo VUCA, puoi pensare di uscirne alla grande.

Stiamo vivendo un momento veramente particolare, che ha messo in discussione molte cose se non tutte, dalla vita privata al lavoro. Eppure, era già da qualche anno si sentiva parlare di nuova rivoluzione industriale, innovazione, soft skills, velocità di cambiamento, flessibilità e chi più ne ha più ne metta. Gli ultimi eventi hanno solo velocizzato quanto era già inevitabile.

Cosa c’è dietro a questo trend di mercato e relativi comportamenti delle aziende?

Come puoi fare la differenza in un periodo di fortissimi e profondi cambiamenti perché non diventino devastanti? Condividi il Tweet

Nel mio lavoro vedo ed incontro tante persone con profili differenti, sia all’interno dell’azienda, sia all’esterno come fornitori, consulenti, manager, ecc. che ogni giorno cercano di rimanere competitivi nel mercato.
Attualmente lavoro in Prada come coordinatore project management. Negli ultimi anni ho supervisionato lo sviluppo di importanti progetti quali l’introduzione del BIM (Building Information Modeling), della realtà virtuale, della creazione di una piattaforma digitale per la gestione del patrimonio immobiliare e dei progetti, di Team System Vision CPM per la gestione degli appalti e ordini, e della mappatura su piattaforma web per censimento retail competitors.

Con il mio articolo desidero condividere la mia esperienza e le mie considerazioni che rispecchiano le risposte che il mercato sta dando in particolar modo in questo periodo di forte incertezza e cambiamenti repentini.

Incontrando svariate realtà aziendali penso: guarda questa azienda come è leader nel mercato da diversi anni, guarda questa azienda come si è evoluta negli anni, guarda quel collega che bel percorso che ha fatto…le domande comuni che mi pongo sono: come hanno fatto? cosa hanno di diverso ed in più rispetto gli altri?

Mi rispondo che dietro ad ogni successo ed eccellenza, ci sono sempre le persone! Condividi il Tweet

Partiamo dalle persone e dalla loro capacità di adattarsi al cambiamento, come riportato in una riflessione di Albert Einstein, il padre della relatività ed uno dei più grandi fisici matematici della storia:

“La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”.

A livello lavorativo questo approccio oggi è ritenuto più importante rispetto al passato, quando i cambiamenti erano lenti e le multinazionali realizzavano ancora business plan/piani di investimento a 10 anni.

A questa soft skill è stato assegnato il termine resilienza, il quale ha origine scientifiche.

Andiamo allora a monte, e vediamo che questo termine utilizzato in fisica e in ingegneria è la proprietà meccanica dei materiali definita come la capacità di resistere ad un urto adattandosi ed assorbendo l’energia.

Avere capacità di resilienza in ambito lavorativo vuol dire essere in grado di adattarsi al cambiamento, non farsi scoraggiare dalle novità e cercare di trarre un insegnamento da tutto, compresi i fallimenti. Essere in grado di reagire alle avversità vuol dire trovare una soluzione anche nei momenti di crisi, saper gestire le emergenze e migliorarsi, partendo dalle critiche e dalle difficoltà per raggiungere vette sempre più alte.

Tutto molto lineare e credo che ci sia una differenza sostanziale tra resilienza e costanza di migliorarsi: due termini in qualche modo sinonimi, ma quello che li muove è un differente punto di partenza.

La resilienza avviene a seguito di un cambiamento, una sorta di azione e reazione, mentre la costanza di migliorarsi nasce da uno stile di vita e da un processo costante che parte da lontano assicurando un miglioramento continuo ed autonomo da parte delle persone, in modo da elevare le prestazioni personali e di conseguenza quelle del business. Sia nei momenti di crisi, sia in quelli di boom.

Questo ultimo principio si ritrova nel concetto Lean (snello), dove una delle pietre miliari è sicuramente l’apprendimento costante e il miglioramento continuo (inteso come stile di vita privata e professionale): non serve aspettare l’evento unico per decidere di invertire la rotta, ma serve fare piccoli passi quotidiani perseguendo il miglioramento e raggiungere senza stress l’eccellenza, che necessità la volontà di accettare sempre nuove sfide.

Nel Lean quanto sopra riportato ha un termine ben preciso, KAIZEN, che è la composizione di due termini giapponesi, KAI (cambiamento, miglioramento) e ZEN (buono, migliore), e significa cambiare in meglio, miglioramento continuo.

Tornando alle domande iniziali, ritengo di aver dato almeno una risposta tra le tante: è bene non rincorrere sempre gli eventi per adattarsi, ma sposare questo modo di pensare: il KAIZEN.

Must per questo approccio è avere processi, strumenti e il “carisma personale” che consentano di farsi trovar pronti in modo sostenibile sia per le persone, sia per le aziende.

Termino questo articolo con due citazioni a conferma:

Bill Gates: “Le aziende subiranno più cambiamenti nei prossimi dieci anni di quanti ne abbiamo sperimentati negli ultimi cinquanta”. Condividi il Tweet

Mahatma Gandhi: “Non può esservi conoscenza senza umiltà e volontà di apprendere”

Il cambiamento è continuo e veloce, che tu lo voglia o meno; il miglioramento no, lo devi decidere e volere tu!

Paolo Brogi – Prada
Coordinamento Project Management – Engineering Department
Contributor FireFly Social Media Project

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